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Visualizzazione dei post da ottobre, 2019

Ottobre 2019, di vedermi dimagrire ancora.

Tornare nel nero, questo era il mio desiderio: ad un passo dal laurearmi, un passo dall’aver concluso qualcosa, ad un passo dall’inizio della mia vita, l’unico desiderio che avevo era dimagrire. Non desideravo di prendere un buon voto alla laurea, sposarmi, avere una casa mia, l’indipendenza; non desideravo, improvvisamente, nemmeno più vedere il sole ogni mattina, camminare per la città, annusare dei fiori. Il mio desiderio di dimagrire era un desiderio profondo di morire. Un rifiuto della vita che a tratti, per brevi istanti ma difficili da ignorare, mi appariva priva di senso; tutti i giorni da vivere mi sfilavano davanti e a me pareva di aver vissuto già tutto, aver provato già tutto, aver amato già tutto. E mi pareva che se anche ancora avessi dovuto amare, questo avrebbe dato un senso contingente alle mia giornate, non un senso globale, non un senso per cui vivere valesse davvero la pena. Improvvisamente non avevo più voglia di fare niente. Avevo finito gli esami, finito la...

Ottobre 2018, e tutti pensassero che io stessi bene mentre io stavo male.

Mi pareva che la vita non fosse mai stata così: pareva che un tempo, quando ero magra, io riuscissi bene a trattenere l’odio e la rabbia fuori dall’ossessione per il cibo. Naturalmente era nel poco cibo che incanalavo tutto; ma adesso capitava che non appena pensavo a tutte queste terribili cose mi venisse una folle voglia di divorare qualsiasi cosa. Ho sempre pensato che fosse semplice, per me, dimagrire: scoprivo che non lo era. Questa ossessione stava diventando debilitante: non ero veramente riuscita, in questi anni, a concludere nulla, e ad avviso degli altri il mio corpo sempre grosso uguale parlava di una pigrizia ingiustificabile. Non riuscivo a sopportarlo, e quella mattina avevo di nuovo riflettuto su quanto sarebbe stato sensato liberarmi da questa vita. Le mie preghiere nemmeno raggiungevano il cielo, e la gravità che mi spingeva tanto sottoterra le teneva ancorate alla mia rabbia, che mi rendeva incapace persino di fidarmi di Dio. Avevo chiesto tutto e non avevo...

Dicembre 2018, non era dolce come il miele ma amaro.

Parliamo ora della laurea della mia amica F., di quel freddo pomeriggio di dicembre: era questo infatti il periodo in cui io ero in ansia per il ritardo con cui proseguivo i miei studi, ed era questo, adesso, che mi angosciava. Eppure mi angosciava in un modo molto, molto difficile da spiegare. Quel giorno alla laurea mi ero sentita male, mi ero sentita smarrita, stupida, fallita; ma non riuscivo veramente a capire perché le persone alla laurea tenessero tanto, compresa me. In cuor mio sapevo che sarei comunque morta, un giorno, che la vita era comunque senza alcun senso, che un anno o l’altro mi sarei laureata e prima o dopo, ai fini del corso della Storia, non faceva alcuna differenza. La Terra, un puntino insignificante nell’universo, ruotava nel freddo spazio buio attorno al Sole che ardeva, e non penso che alla sua orbita sarebbe importato se oggi, al posto della mia amica, ci fossi stata io. Non capivo come mai mi facessero tanto soffrire i miei fallimenti: era solo una st...

Novembre 2018, l’eterna questione: vivere o morire.

Dietro l’anoressia c’è un mondo immenso, e non c’è niente da fare: l’anoressia è bella. È bello sentirsi sottili, vedersi sempre più magre. Perché l’obiettivo della vita di ciascuno è farsi compatire, elencare le proprie fatiche, sembrare sempre stanco, questa è la cultura capitalistica descritta da Weber e l’anoressia permette di raggiungerlo pienamente. È una gioia indescrivibile, che nessun essere umano nella vita intera potrebbe mai provare. Il mondo vive e ruota con la sua ignoranza, e le anoressiche conquistano intanto una felicità che gli ignoranti rincorrono negli oggetti, nelle cose da fare, nel vuoto cosmico degli effimeri obiettivi lavorativi; ma il vero desiderio di tutti è uno solo. Sparire, occupare poco spazio, fare pena, mostrarsi afflitti e malati . L’anoressica vive anche un sogno idilliaco. Riguardando le mie foto non riuscivo a provare che entusiasmo. Ero magra come uno stecco, ero pelle ed ossa, facevo quasi schifo. Avevo le clavicole a vista, le gambe...